Storia di una minoranza millenaria
Chi sono i berberi che sfidano il regime di Gheddafi
La stampa internazionale concentra l’attenzione sugli attacchi dell’aviazione gheddafista contro Agedabia, Zauia, Misurata, Marsa El Brega: le città ribelli della costa, la cui riconquista potrebbe allentare la morsa dei ribelli su Tripoli. Ma un dramma più nascosto e più antico si sta svolgendo in montagna, sul Gebel Nafusa, “Il Monte Occidentale”. Uno scontro che potrebbe essere altrettanto decisivo di quello della costa, e che rischia di contrapporre combattenti appartenenti alla stirpe più antica del Nord Africa. Leggi Scusate il mio nome era Gheddafi
20 AGO 20

Ma nuclei compatti di berberofoni sono arrivati fino a oggi nelle zone montuose e desertiche. Soprattutto in Marocco, dove i berberi delle montagne del Rif e dell’Atlante e della piana di Sus rappresentano quasi metà della popolazione. Ma è berbero anche un quinto della popolazione dell’Algeria: soprattutto sulle montagne della Cabilia, ma anche in quelle dell’Aurès, oltre che presso il confine del Marocco e nei nomadi tuareg del Sahara. È berbero l’1 per cento della popolazione della Tunisia: tra l’altopiano di Dahar e l’isola di Gerba. Sono berberi 6000 egiziani dell’oasi di Siwa. Sono berberi circa 4 milioni di nomadi tuareg di Mali, Niger e Burkina Faso. Ed è berbero il 5 per cento della popolazione della Libia: anche qui nomadi tuareg del deserto, cirenaici dell’oasi di Gialo e soprattutto, appunto, gli abitanti del Gebel Nefusa. Sono circa 200.000 persone, contadini e pastori, le cui abitazioni tradizionali sono villaggi e granai fortificati la cui denominazione di “ksar” rimanda direttamente ai “castrum” romani (e da “al-ksar” viene d’altronde lo spagnolo “alcázar”). Sono strutture fortificare cui l’Impero si dotò per contenere le scorrerie dei barbari dopo la riforma della dottrina militare voluta da Aureliano, e che i discendenti dei cittadini dell’Impero in Nord Africa hanno continuato nei secoli a riprodurre per sopravvivere.
I berberi del Gebel Nafusa, poi, si distinguono dagli altri berberi perché sono un’isola non solo linguistica, ma anche religiosa: aderiscono infatti a quella corrente kharigita che rappresenta il terzo ramo dell’Islam dopo sunnismo e sciismo, e che oltre che tra di loro è presente solo in Oman, a Zanzibar, a Gerba e tra i berberi algerini della regione di Mzab.
In Marocco e Algeria l’agitazione berberista negli ultimi anni ha ottenuto alcuni importanti riconoscimenti di autonomia culturale. Ma Gheddafi ha sempre detto che “il problema berbero non è altro che un'invenzione artificiosa del colonialismo”, e al Gebel Nefusa non è stata concessa né autonomia, né l’insegnamento del berbero a scuola. Un’organizzazione berberista fa dunque parte del fronte delle opposizioni in esilio costituitosi nel 2005, e l’intero Gebel è stato all’avanguardia della Rivoluzione. Ma adesso si trova anche in prima linea di fronte alla controrivoluzione. Per amara ironia, però, mentre i tuareg libici si sono uniti a loro volta alla rivolta, Gheddafi avrebbe arruolato tra i tuareg del Mali 800 mercenari che potrebbero essere usati per l’attacco contro Nalut. Berberi contro berberi.
I berberi del Gebel Nafusa, poi, si distinguono dagli altri berberi perché sono un’isola non solo linguistica, ma anche religiosa: aderiscono infatti a quella corrente kharigita che rappresenta il terzo ramo dell’Islam dopo sunnismo e sciismo, e che oltre che tra di loro è presente solo in Oman, a Zanzibar, a Gerba e tra i berberi algerini della regione di Mzab.
In Marocco e Algeria l’agitazione berberista negli ultimi anni ha ottenuto alcuni importanti riconoscimenti di autonomia culturale. Ma Gheddafi ha sempre detto che “il problema berbero non è altro che un'invenzione artificiosa del colonialismo”, e al Gebel Nefusa non è stata concessa né autonomia, né l’insegnamento del berbero a scuola. Un’organizzazione berberista fa dunque parte del fronte delle opposizioni in esilio costituitosi nel 2005, e l’intero Gebel è stato all’avanguardia della Rivoluzione. Ma adesso si trova anche in prima linea di fronte alla controrivoluzione. Per amara ironia, però, mentre i tuareg libici si sono uniti a loro volta alla rivolta, Gheddafi avrebbe arruolato tra i tuareg del Mali 800 mercenari che potrebbero essere usati per l’attacco contro Nalut. Berberi contro berberi.